Campo di Giove, tra nostalgia e realtà

Campo di Giove, tra nostalgia e realtà

Di seguito pubblichiamo il messaggio ricevuto da un amico turista che racconta brevemente la sua esperienza di un recente soggiorno in paese.

L’intento è quello contribuire con una “critica costruttiva” amara ma onesta, alla riflessione circa lo stato attuale di Campo di Giove…

Buonasera Antonio,
qualche settimana fa, approfittando della domenica libera, sono stato a Campo di Giove con alcuni amici. Siamo molto legati al paese in quanto vi passavamo spesso le vacanze da adolescenti: per noi ogni angolo, ogni strada, ogni albero, qualsiasi cosa è intrisa di ricordi, e le classiche 4 o 5 visite all’anno ce le facciamo molto volentieri, partendo da Pescara.

Volendo provare (senza neve) la seggiovia che porta al Guado di Coccia da vari anni, siamo arrivati fino agli impianti, scoprendoli chiusi. L’abbiamo trovati spenti per la terza volta, pur avendo letto recensioni su Google della settimana prima e nonostante la webcam inquadri proprio il cartello con su scritto “IMPIANTI APERTI”.

Scoraggiati, siamo tornati in paese, e in piazza abbiamo chiesto delucidazioni a dei (penso) paesani. Sfortunatamente, anche i gentili signori non hanno saputo cosa suggerire, forse apriva, o forse no. Insomma, niente da fare, ho ringraziato e siamo andati a pranzare.

Dopo esserci rifocillati, abbiamo raggiunto di nuovo Località Le Piane, ma ancora senza successo, tutto chiuso. Andrà meglio la prossima volta, la quarta!

Che succede a Campo di Giove? In giro c’è pochissima gente, molte proprietà sono in vendita, non è raro leggere di problemi di gestione agli impianti sciistici e alla viabilità, se entri in un locale vieni servito con sufficienza, usufruire degli impianti di risalita va un po’ a fortuna, le fontane hanno tutte o quasi dei rubinetti (forse) inadeguati per un paese di montagna, le webcam per molti mesi sono state offline (ce n’è ancora una ferma al 31/03/2017), case costruite a metà da anni, il lago è in realtà una palude/canneto.

Dopo CdG siamo stati a Scanno. Per carità, è un’altra tipologia di paese, ma c’era gente, negozi aperti, belle fontane dove sgorga di continuo acqua fresca da bere, ovunque locali sulle cui vetrine brillavano adesivi di pagamento con le tante carte di credito (o addirittura contactless) freschi di stampa, e così via.

Come mai questa situazione?
La mia vuole essere solo una critica costruttiva, Campo di Giove è anche una parte di me!

Un saluto e buona giornata.