Cronaca dell'incontro con il Dott. Raffaele CANTONE e l'Associazione Giovanile "SOGNO"
In una sala conferenze di Palazzo NANNI strapiena di persone si è svolto ieri (26 aprile 2008) il tanto
atteso incontro tra il Dott. Raffaele Cantone e l'Associazione Giovanile "SOGNO" con la presenza del
Sindaco -Dott. Vittorio Di Iorio- e delle autorità militari. L'incontro ha visto
il Presidente dell'Associazione -Antonio D'Amico- rivolgere una serie di domande preparate dai ragazzi
dell'Associazione al noto magistrato, domande relative alla sua attività di contrasto
attraverso le indagini condotte contro clan camorristici di assoluta pericolosità e
purtroppo, potentissimi.
Nell'introduzione, è stato letto un documento intitolato "Lettera pastorale dei vescovi della Campania del 29 giugno 1982"
prodotto dai Vescovi Campani in occasione della stagione amarissima e sanguinosissima che si verificò nei primi anni '80
nel Napoletano (all'interno della faida camorristica tra Nuova Famiglia e Nuova Camorra Organizzata di R. Cutolo).
Le numerosissime presenze di cittadini residenti e turisti hanno dimostrato ancora una volta che
il tema della legalità, suscita un interesse davvero profondo, ma anche la sincera ammirazione che nutrono tantissime persone
per chi, come il Dott. Cantone, dimostrano che per un ideale di onestà, legalità e senso del dovere si è disposti
a rischiare in prima persona, paganzo prezzi altissimi.
Ci sono stati momenti davvero toccanti, soprattutto quando rispondendo ad una delle domande proposte dai ragazzi,
che chiedevano quali sono le motivazioni profonde che gli hanno dato la capacità di andare così in profondità nella conduzione
delle proprie indagini, il Dott. Cantone ha risposto proponendo con forza, il concetto di DIGNITA', dignità che -ogni persona
nel rispettivo campo di appartenenza- deve mostrare e proteggere da qualunque compromesso al ribasso che la infanghi o
umìli. Tra le tante e interessantissime esposizioni del magistrato, un'altra ha colpito in particolare l'attenzione dell'assemblea,
quando ha ricordato che alcuni abitanti di un paese presso il quale si era trasferito, raccolsero delle firme per chiedere al Comune che
non gli concedesse la residenza, chiedendosi -e chiedendo- se quegli stessi cittadini avrebbero avuto un eguale comportamento
se a trasferirsi fosse stato un boss della camorra.
Nelle varie fasi interlocutorie, il Sindaco di Campo di Giove, oltre ad esprimere a nome della cittadinanza, la riconoscenza e l'apprezzamento
per l'operato di Cantone, ha sottolineato l'importanza per un Ente locale -apparentemente immune da pericoli
di contatto con realtà di malavita organizzata- nel non abbassare mai la soglia di attenzione, mostrandosi d'accordo con la tesi
espressa dal magistrato, che la camorra, la mafia e in generale le organizzazioni malavitose, non sono un fenomeno
che riguarda in maniera esclusiva il Meridione d'Italia. Al termine dell'intervento di Cantone, molti presenti, hanno voluto
porre ulteriori domande, trovando puntuali ed esaurienti risposte.
Un segnale di speranza è stato lanciato, a certificare quest'affermazione la presenza nutritissima di ragazzi
attentissimi nel recepire gli insegnamenti provenienti questa volta da un buon maestro.
Antonio D'AMICO
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