Alternative alla neve. !!! O turismo alternativo???
Ho letto con attenzione vari interventi sull’argomento neve, impianti e l’intervento di Antonio D’Amico
“Un piccolo “bilancio”. Ben arrivata NEVE, ma... Passata è la tempesta
odo augelli far festa, e la gallina tornata in su la via che ripete il suo verso...
Estrapolando i concetti, il ns. caro “Villaggio” vede ripetersi quanto già vissuto
in precedenza, senza però aver saputo far tesoro delle esperienze passate...
Il più bel futuro dipenderà sempre dalla necessità di NON dimenticare il passato.
Non potrai andare tanto avanti nella vita
se non avrai superato gli errori del passato,
e tutto ciò che ferisce ANCORA OGGI il tuo cuore...
No, non sono stato colto da “poetica ascesi mistica”; mi accorgo che altri,
prima e meglio di me hanno saputo sintetizzare in versi quella che ancor oggi
è una delle crude realtà del ns. territorio. Se così è, dobbiamo soltanto decidere
se restare nel comodo del “pollaio” gestito dalla casualità degli eventi atmosferici,
ed uscirne di tanto in tanto a ravvivare il mortorio delle vie con il ns. “garrulo starnazzare”,
oppure volare alti tra gli “augelli” (preferirei aquile, ma sono ingabbiato dalla rima...)
CAPACI ed in grado di festeggiare veramente.
Embrione di questa seconda volontà (o desiderio???) ho visto timidamente apparire in alcune
delle mail di questo sito (grazie Antonio), appesantite però, a mio modo di vedere,
dalla zavorra del provincialismo che ci fa apparire i paesi viciniori come nemici e non come naturali
“competitor” di coinquilini del medesimo habitat.
In molti idealizzano la mitica città; abituiamoci allora a considerarci TUTTI
(Campogiovesi, Pacentrani, Pescolani, Rivisondolesi, Roccolani etc etc. - in perfetto ordine alfabetico-)
quali abitanti attivi del “medesimo contesto urbano”, ciascuno con la propria identità di quartiere,
ma tutti indirizzati al raggiungimento di obbiettivi comuni.
La neve quando manca, sparisce da tutto il comprensorio; tutti condividiamo le medesime difficoltà...
Ecco allora il momento di fare gruppo per sopportare insieme le difficoltà... E la medesima
condivisione equa dobbiamo saperla condividere (... E distribuire) nei momenti di “grascia”.
Ovvio no??!!! ... Sì ma l’operatività odierna poggia le fondamenta sulla “programmazione”
realizzata in passato... Ed il girotondo ricomincia.
Se realmente convinti iniziamo finalmente a “fare” tutti insieme, ben consapevoli comunque che
il nostro lavoro non permetterà incassi già domani, ma che il ns. impegno costituirà il basamento
per le fondamenta dei ns. figli (forse), più realisticamente per i ns. nipoti.
Proprio in questo spirito i ns. avi hanno dissodato terreni, falciato prati, munto vacche,
pascolato morre di pecore... Ma poi l’avanzare del progresso ci ha portato a “realizzare”
vendendo le terre, lasciando i campi, disprezzando il duro lavoro delle stalle...
In poche parole abbiamo completamente dilapidato la ns. vera ricchezza (i vari condomini,
oggi comunque vuoti, appartengono per la maggioranza a forestieri, l’attivismo degli anni ’70
ha avuto scarse ricadute economiche sulla popolazione locale, tutti piangiamo la perdita di
competitività turistica (estiva ed invernale) nei confronti del tanto famigerato “NORD”,...
(Ed alla via così). Non solo, ma i miopi interessi egoistici, le beghe, le faide, i rancori,
il “servilismo” nei confronti di chi viene da fuori da contrapporre sempre e comunque alla
disinteressata collaborazione per gli autoctoni, l’ostilità ai paesi viciniori hanno dilapidato
la nostra identità comune. Appartengo alla categoria definita dai benpensanti dei
“vecchi rimb....”, nostalgici di un tempo sepolto. NO,
rivendichiamo con energia la caparbia volontà di non perdere o far perdere le ns. radici,
che ci hanno sostenuto e confortato nei silenzi e nella solitudine dell’emigrazione.
Qualcosa stiamo (da anni) facendo. Dopo alcune esperienze deludenti abbiamo comunque
continuato a ricercare, catalogare e custodire tutte le tracce comuni del nostro territorio.
Qualcuno dei veri amici della ns. identità comune ha continuato a effettuare ricerche palentologighe,
antropologiche e storiche, producendo testi di valore scientifico. Altri hanno fattivamente
collaborato con l’amico Ugo al completamento dei quattro libri finora pubblicati sulla storia
di Roccaraso (e nel cassetto della ns. scrivania, accanto ai sogni è già pronta una nuova realizzazione).
Cominciano ad apparire sul web, sempre con maggiore determinazione, portali dedicati ai nostri paesi.
Questo è il ns. impegno di quanto sappiamo fare, disposti ad affiancarlo alle realizzazioni
concrete di chi ha competenze, capacità, “vision” diverse ma con denominatore comune:
l’Appartenenza, l’Identità delle Genti degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo e della Majella.
In questa prospettiva, ecco perché alle “Alternative alla neve” impegniamoci a forgiare un
TURISMO ALTERNATIVO, integrativo allo sport (della neve e non solo) con storia, cultura, artigianato,
ospitalità... La ricetta non è segreta, ma richiede l’impegno costante, quotidiano, umile e tenace
di tutti noi. E poi di mezzi oggi ne abbiamo parecchi a disposizione –vedi questo sito- ...
Coraggio Antonio vedrai che ci sarà qualche altro “pazzo” disposto a farci compagnia,
l’importante è tracciare il sentiero...
Insomma...basta, anche a mio avviso, una sana creatività e volontà “di gruppo”... E vi pare poco???
Celestino_v.
Nicola GIOVANNELLI
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