Brano tratto da: "INCHIESTA SULLA RESURREZIONE"
In occasione della Pasqua imminente riporto un brano tratto dal libro "INCHIESTA SULLA RESURREZIONE" di A. Tornielli.
"I discepoli", ha scritto il cardinale Joseph Ratzinger, "si lasciarono travolgere da un fenomeno che si palesava loro,
da una realtà inaspettata, inizialmente pure incomprensibile, e la fede nella resurrezione è scaturita da questo travolgimento e cioè
da un avvenimento che precedeva il pensare e volere, che anzi lo rovesciava".
Lo storico deve ammettere di non essere in grado di spiegare come si sia prodotta in quel gruppuscolo di discepoli, che avevano visto
miseramente fallire, nel modo più infamante, le loro attese e le loro speranze, la fede pasquale, la fede nella resurrezione di Cristo.
Lo storico deve riconoscere, scrive Bargaglio, "in tutta onestà intellettuale" di non essere in grado di precisare di più la genesi della fede
di Pietro e compagni espressa nella formula antichissima "Dio lo ha risuscitato dai morti".
Tra i dati storici imprescindibili nell'accostarsi al racconto evangelico, c'è questa cesura. Una cesura inspiegabile tra la sera del venerdì
e la mattina della domenica di quell'aprile dell'anno 30. Non c'è bisogno di una telecamera nascosta nel sepolcro per capire che qualcosa doveva
essere accaduto. Che c'è un prima e un dopo. Non si spiega altrimenti perché questi poveri sbandati seguaci del Nazareno, umiliati, impauriti
e sconfitti, si siano improvvisamente trasformati in instancabili annunciatori della sua resurrezione capaci di diffondere questa notizia
nel mondo. "Gli incontri con Gesù risorto", ha detto l'arcivescovo di Canterbury, l'anglicano Rowan Williams, "sono storici e descrivibili".
C'è un Big Bang all'origine del cristianesimo, senza il quale ciò che è accaduto dopo non ha spiegazione.
Antonio D'AMICO
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