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Sulle "considerazioni" del gruppo di opposizione al Consiglio Comunale

01 agosto 2009
Cari colleghi di opposizione,
ho letto con interesse l'articolo da voi pubblicato sul sito di riferimento del vostro gruppo, intitolato "Consiglio Comunale del 23 luglio 2009 - Considerazioni - ", in esso riportate - senza che vi difetti il dono della sintesi - l'andamento del dibattito sostenuto dai due gruppi oggi presenti in Consiglio Comunale. Se il dono della sintesi come detto prima, non vi manca, quello della completezza forse sì. In particolare mi ha colpito la frase da voi riportata: "A cosa serve scomodare, cari consiglieri di maggioranza, per parlare di etica e politica un magistrato anticamorra come il dott. Raffaele Cantone se poi i comportamenti reali sono quelli che costantemente cerchiamo di evidenziare e denunciare?", come si può sostenere l'inutilità di incontri con persone come R. Cantone, dove ci si confronta su temi come la legalità, la moralità, in politica come nella vita? E, a proposito di legalità.
Credo che voi sappiate bene l'importante differenza di significato che c'è tra i due termini legalità e legalismo mentre il primo viene così esplicato: l'essere legale, conforme alla legge (dal Dizionario della lingua italiana DE MAURO) l'altro: "osservanza formale, spec. esasperata, della legge" (ibidem), verrebbe da dire che quest'ultimo significato vi si addice di più, vista la pratica da voi portata avanti con indefessa convinzione. Il tono che voi utilizzate infatti, porta a ritenere (in chi legge i vostri scritti o ascolta i vostri discorsi), che voi siate i membri di un gruppo politico di opposizione molto attento e scrupoloso, ligio al dovere e rispettoso di ogni singola norma emanata dal Parlamento della Repubblica, autoassegnandovi un ruolo che fa venire in mente espressioni poco felici del tipo "guardiani della Legge" (o guardiani della Rivoluzione), pronto, anzi prontissimo, nel censurare i comportamenti di una maggioranza invece, che in ogni occasione - cercata o occorsa poco importa - dipingete come ansiosa nel tentativo di infrangerle tutte (le norme) pur di rincorrere interessi personali al di là di ogni scrupolo di coscienza. Ma vi rendete conto di quello che affermate? Scusate il riferimento, non so se gradito, ma mi viene in mente un episodio evangelico che fin da bambino porto nel cuore, dove testualmente si legge: "Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: 'Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?'. Gesù rispose loro: 'Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?'. E diceva loro: 'Il Figlio dell'uomo è signore del sabato'.
Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: 'Alzati e mettiti qui in mezzo!'. Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: 'Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?'. E guardandoli tutti intorno, disse all'uomo: 'Tendi la tua mano!'. Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù". (Luca 6, 1-11).

Il significato di questo insegnamento si concretizza, sostanzialmente, in un invito (a credenti e non credenti) affinchè ogni uomo di ogni epoca trovandosi di fronte a scelte e contesti dove è chiamato a decidere sull'opportunità e/o sulla bontà di un atto, non si limiti al famoso rispetto scrupoloso della norma, vada cioè al di là, se questo si rende necessario al raggiungimento di un nobile fine che il rispetto scrupoloso della norma - appunto - non consentirebbe.
Far proprio un simile insegnamento, significa forse essere dei criminali? Essere al di fuori della Legge?
Tornando alle vostre contestazioni, in particolare agli impianti di risalita del nostro Comune, così come già detto in Consiglio Comunale (ma evidentemente o, ho ragione nel dire che non siete completi nel fornire le informazioni, e questo può capitare a chiunque, - a me per esempio capita spesso - anche se in buona fede, oppure i miei interventi non sono ritenuti da voi degni di troppa attenzione, e anche questo può essere), sta di fatto che personalmente ritengo che l'elemento fondamentale di tutta la questione era rappresentato dalla sicurezza degli utenti, e questa, era comunque garantita, il concetto peraltro, è stato spigato molto bene, sempre in Consiglio Comunale, anche da altri colleghi, laddove si faceva notare che la durata di una vita tecnica contiene in sé elementi inevitabilmente arbitrari, mi pare inoltre che l'esempio da voi portato dell'assicurazione sull'auto non sia proprio calzante. La mia - lo ripeto - è una convinzione personale, tanto è vero che le decisioni in merito non erano - e non sono - di mia competenza, la posizione ufficiale (e seguita) vi è stata molto ben esposta dal Sindaco. E sia ben chiaro a tutti, nel pieno rispetto della Legge altro che: "Perché si vuole rischiare tanto?" o "Vi dimostriamo con documenti fotografici quanto è accaduto realmente."
Ma dimostrare cosa? Sembra quasi che siate in possesso di uno scoop, di una notizia sconvolgente... Compromettente, destabilizzante... E invece? Insomma, un pò di senso della misura!
Senza contare il fatto che da verbali letti in aula, sempre il Sindaco, vi ha dimostrato che gli organi di controllo preposti, avevano accertato la chiusura dell'impianto stesso. Mi chiedo, anzi, vi chiedo, cosa si dovrebbe fare in simili occasioni? Se dal vostro punto di vista, non sono sufficienti nenache documenti firmati da Carabinieri e Vigili Urbani? Che poi io non mi vergogno affatto nel sostenere che, una volta appurato il rischio nullo per la sicurezza degli utenti, l'impianto poteva, e doveva girare, è un altro discorso, e sapete perché? Perchè quelle persone che, con mille e mille sacrifici, portano avanti attività di servizio al turismo hanno bisogno - per lavorare - che ci siano i turisti! Questo per me è sufficiente! Con ciò (e probabilmente prevengo un vostro e/o altrui istintivo quanto retorico biasimo) non sostengo affatto l'illegalità. Non fosse che i principi del rispetto della legalità stessa, li ho ricevuti - grazie a Dio - da diverse persone, non ultimo il nostro Sindaco, insieme a tutti i colleghi di maggioranza.
Esempi concreti in tal senso, se ne potrebbero fare di molti, e credo che, interrogandovi un pò, non farete fatica a rintracciarli anche all'interno della vostra storia personale e politica. Lo dico - vi prego di credermi - con il massimo rispetto e tranquillità, desideroso soltanto di poter contribuire in maniera pacata e serenza a quel dibattito che non sempre (anche per mio personale demerito) vien fuori dai Consigli Comunali.
Con rispetto,
Antonio D'Amico

Antonio D'AMICO

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