La legge sui piccoli Comuni, un’opportunità decisiva per Campo di Giove? A cura di Luca Di Majo

La legge sui piccoli Comuni, un’opportunità decisiva per Campo di Giove? A cura di Luca Di Majo

Di seguito pubblichiamo un articolo di Luca Di Majo, già candidato della lista “La locomotiva” alle scorse elezioni comunali di Campo di Giove.
Luca Di Majo, avvocato e docente di diritto costituzionale, in questo articolo evidenzia la grande opportunità per Campo di Giove rappresentata dall’approvazione della legge sui piccoli Comuni.

di Luca Di Majo*

Il 28 settembre 2017 il Senato ha approvato in via definitiva il testo di legge recante “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”, meglio conosciuto come legge sui “piccoli comuni” o “salva borghi”.

La legge, che rappresenta, ad oggi, una grande opportunità per il rilancio e lo sviluppo dei piccoli comuni, dei borghi e di interi territori che rappresentano il cuore, l’anima e la tradizione storica dell’Italia, è stata salutata con favore dagli amministratori degli stessi piccoli comuni, concordi nel ritenerla un’idea ambiziosa che passa per la giusta valorizzazione dei territori e delle piccole ma operose comunità.

Sono 5.850 i Comuni con meno di 5.000 abitanti e rappresentano il 70 per cento del totale dei Comuni italiani. Coprono 164.000 chilometri quadrati e ospitano circa dieci milioni di abitanti, poco meno del 10 per cento della popolazione totale del Paese.
Milioni di abitanti che vivono in zone rurali, in zone interne, in aree montane, spesso ignorati da una legislazione egocentrica che dimentica le caratteristiche, le fondamenta, la base sulla quale l’Italia è costruita.

Territori che forse rappresentano una Italia minore, ma non per questo di secondo livello: le piccole comunità locali custodiscono l’identità storica, culturale ed economica del nostro Paese.
Comunità locali con grandi storie e tradizioni che, però, ormai si sentono abbandonate e prive di futuro a causa dell’elevata età media degli abitanti e di uno spopolamento senza precedenti negli ultimi anni.

L’intervento normativo, secondo le intenzioni del Governo è finalizzato a garantire ai Comuni e alle Unioni di Comuni con popolazione al di sotto i 5.000 abitanti politiche differenziate e di sostegno ancorate alle differenti specificità territoriali.

Come ha peraltro sottolineato il Sindaco di Bari e Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Antonio Decaro, «la sfida per recuperare il valore dei piccoli Comuni delle aree marginalizzate del nostro Paese deve partire quanto prima dall’avvio di politiche differenziate che consentano agli amministratori locali di avere strumenti variabili in funzione delle caratteristiche delle comunità che devono governare».

Una particolarità: la legge sui piccoli comuni è stata approvata nell'”Anno dei Borghi”; infatti, il Ministro Franceschini, per il 2017 ha auspicato che attraverso queste comunità si possano riscoprire «i nostri tesori nascosti e un modo di essere che il mondo ci invidia, a conferma della completa sintonia tra le scelte del Governo e le volontà del Parlamento che su un tema così strategico si è unito al di là delle appartenenze e politiche. È un fatto molto importante che dimostra che questa legge rappresenta»
Nel merito, sono numerosi i punti innovativi, tra cui si segnalano la semplificazioni in materia di banda larga, norme sugli alberghi diffusi e sul dissesto idrogeologico.

In particolare, tra gli obiettivi, si segnalano:

a) favorire e promuovere il loro sostenibile sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale;
b) promuovere l’equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza in tali comuni;
c) tutela e valorizzazione del loro patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico;
d) favorire l’adozione di misure a vantaggio sia dei cittadini che vi risiedono, sia delle attività produttive, con riferimento, in particolare, al sistema dei servizi essenziali, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico, anche attraverso la messa in sicurezza di strade e scuole, la manutenzione del territorio, la possibilità di acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse (da rendere disponibili per attività turistiche).
Sull’ultimo punto, in particolare, l’articolo 6 consente ai piccoli Comuni di acquisire o stipulare intese per il recupero di case cantoniere e di stazioni ferroviarie non più utilizzabili.

All’uopo è previsto un Fondo di sviluppo strutturale, economico e sociale, per un finanziamento così ripartito:

10 milioni di € per l’anno 2017;
– 15 milioni di € per ciascuno degli anni, a partire dal 2018 e fino al 2023.

Per l’utilizzo di tali risorse sono previsti, presumibilmente attraverso l’adozione di decreti attuativi, la predisposizione di un piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni ed un elenco di interventi prioritari assicurati dal Piano nazionale.

La legge interviene anche a tutela dei centri storici prevedendo la possibilità di proporre ad attuare interventi al fine di riqualificare beni architettonici e di interesse culturale (anche attraverso interventi di privati finanziatori), di acquisire e riqualificare immobili per contrastare l’abbandono degli edifici anche, ad esempio, attraverso la possibilità di stipulare accordi con la Chiesa cattolica (o con le altre confessioni religiosi che hanno concluso le intese con lo Stato.

Ancora, sulla c.d. banda ultralarga, è previsto che le aree dei piccoli Comuni per le quali i grandi operatori non hanno interesse a realizzare reti di connessione veloce e ultraveloce, possano essere destinatarie delle risorse previste, in attuazione del piano per la banda ultralarga del 2015. In particolare, si prevede, inoltre, che i progetti informatici riguardanti i piccoli Comuni conformi ai requisiti prescritti dalla legislazione nazionale e dell’Unione europea, abbiano la precedenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici previsti dalla normativa vigente per la realizzazione dei programmi di e-government.

Ancora, va evidenziato come la legge approvata intervenga anche in materia di sostegno all’agricoltura, atteso che, come già sopra indicato, nei 5.580 piccoli Comuni con meno di 5.000 abitanti, vivono attualmente oltre 10 milioni di italiani. In questo contesto vi sono insediate circa 400.000 imprese agricole, impegnate ad assicurare la salvaguardia delle colture tradizionali, il mantenimento delle tipicità alimentari, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e dagli incendi.

I Comuni sotto i 5.000 abitanti coprono un territorio dove, grazie all’agricoltura, si coltiva oltre la metà della produzione agroalimentare nazionale, che ha reso celebre il made in Italy nel mondo.

Un patrimonio che fonda il suo successo anche sul terreno particolarmente fertile che offrono i piccoli Comuni alle produzioni di qualità: nel territorio di 3 piccoli Comuni su 4 sono presenti allevamenti destinati a produrre formaggi o salumi italiani DOP, mentre nel 60 per cento dei piccoli Comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i 38 oli italiani a denominazione di origine.

Comuni e territori dove quest’anno si è registrato il più 76 per cento di presenze turistiche.

Anche per questi dati, i piccoli Comuni sono una risorsa e non un problema per il nostro Paese.

Campo di Giove non può perdere l’ennesima occasione per un percorso di sviluppo florido e coordinato con le altre realtà territoriali, dimostrando che la nostra comunità possa (anzi, debba) avere un futuro roseo.
Diventa importante per il nostro Paese affrontare una sfida difficile, ma necessaria.

*Ha collaborato, fino al 2016, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le riforme costituzionali, durante la stesura della riforma della II parte della Costituzione e della legge elettorale.
È autore di numerose pubblicazioni su volumi e riviste giuridiche su diritti fondamentali, forme di governo, partiti, sindacati, Unione Europea, qualità della legislazione e semplificazione.
Ha partecipato, nella qualità di relatore, a convegni scientifici nazionali ed internazionali.